Disabilità e rispetto: un binomio sempre più necessario

Scritto da il 10/07/2017 in Diritto - Non ci sono commenti

La parola chiave per riconoscere il grande valore delle persone con disabilità è rispetto

Rispettare le persone affette da disabilità più o meno importanti sembra facile, ma non è affatto scontato. Tutti noi, probabilmente, siamo convinti di essere dalla parte della ragione quando esprimiamo la nostra comprensione o magari la nostra compassione per chi è costretto, per esempio, su una sedia a rotelle.

In fondo, tutte le volte che diciamo, o pensiamo dentro di noi, “poverino”, non facciamo altro che marcare una distanza tra noi e loro, i disabili, persone di cui a parole possiamo essere addirittura paladini, ma che in realtà consideriamo diversi e lontani da noi.

Il rispetto per le persone con disabilità non si misura infatti con le parole, ma con la concretezza dei fatti, con la capacità reale di non discriminare nessuno di quelli che ancora oggi qualche volta definiamo “handicappati”. Ma è proprio così difficile andare oltre i nostri pregiudizi e considerare queste persone per quello che valgono, per quello che sanno pensare e fare?

> Scopri di più sulle potenzialità delle persone con disabilità

Disabilità e Rispetto sono due termini che devono viaggiare sempre in coppia, ma molta strada resta ancora da fare anche se, per fortuna, le cose stanno piano piano cambiando.

Si tratta di concepire il nostro mondo e perfino il nostro modo di pensare come “accessibile”: si tratta di costruire “scivoli” e ingressi accessibili dentro di noi, per accogliere queste persone per il loro giusto valore.

Per fortuna sono proprio le persone con disabilità a darsi da fare per prime, senza piangersi addosso. Giornali, social network, strumenti di comunicazione, infatti, stanno contribuendo a cambiare il clima culturale ed emotivo intorno a loro: le persone con disabilità sempre più spesso escono allo scoperto senza timore, pretendendo di vivere pienamente la loro vita e imponendo (in senso buonissimo) la loro presenza agli altri, ai cosiddetti “normali”.

Non fa più notizia, ormai, una persona con disabilità che si afferma in ambiti un tempo impensabili: dalla politica (pensiamo per esempio al ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, sicuramente poco incline a farsi “compatire”…), allo sport (e in questo caso il pensiero corre spontaneo alla nostra olimpionica Bebe Vio – di cui abbiamo già parlato qui, che è diventata addirittura un modello di successo universalmente riconosciuto e accettato: e tutto questo solo in virtù della sua carica umana e della sua energia positiva).

Sono personaggi come questi che, progressivamente, stanno cambiando nella società e dentro noi stessi la percezione delle persone con disabilità. Rispetto così non è più soltanto una parola, ma diventa qualcosa di molto più radicato e profondo, un valore condiviso a tutti i livelli.

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