La famiglia e l’autismo: come essere d’aiuto

Scritto da il 03/10/2017 in Autismo - Non ci sono commenti

Per una famiglia convivere con l’autismo è difficile. Cerchiamo di capire come essere d’aiuto: come operatori sociali e come persone.

Di solito, la prima reazione di una famiglia che entra in contatto con l’autismo è la negazione del problema. È un fatto istintivo: si rifiuta di prendere atto che il proprio figlio possa essere “diverso” dagli altri, che debba convivere per tutta la vita con una sindrome con cui dovrà fare i conti ogni giorno.

È un passaggio del tutto normale che poi lascia spazio alla volontà di far vivere al proprio bambino un’esistenza ricca di stimoli e di relazioni affettive e sociali, circondandolo di amore e calore. In questo sforzo quotidiano, tutti i membri della famiglia sono inevitabilmente coinvolti e rischiano di essere addirittura travolti dal peso delle responsabilità. Ma questo, per un bambino autistico, diventerebbe un problema ancora più grande della sindrome stessa. Ecco perché una famiglia dev’essere aiutata, prima di tutto a riconoscere per tempo i gesti, i comportamenti, gli atteggiamenti riconducibili all’autismo.

–> Scopri come riconoscere i sintomi dell’autismo!

Capire le caratteristiche generali della sindrome tenendo conto che ogni bambino può presentare alcuni sintomi, più o meno evidenti e più o meno preponderanti, che sono unici e personali, è il primo passo per cercare di stabilire con il bambino una relazione positiva e di fiducia.

Non c’è infatti l’autismo, ma ci sono tante forme di autismo ed è fondamentale tarare i propri atteggiamenti in funzione dell’unicità del proprio figlio. Informazione, quindi, come fattore decisivo.

Ma soprattutto, il miglior aiuto che si può dare a una famiglia sta nel far sentire tutti i suoi componenti meno soli, affiancandoli, come professionisti dell’Assistenza ai disabili, ma anche come vicini di casa o come amici, nel loro tentativo quotidiano di far sentire al bambino autistico tutto il loro affetto e la loro vicinanza.

Un bambino autistico, infatti, ha spesso un’intelligenza sopra la media e sicuramente una sensibilità che lo rende insieme fragilissimo e straordinario.

Anche per questo la famiglia va aiutata a trovare un equilibrio e a vivere una vita normale, senza che nessuno dei suoi membri sia costretto, per esempio, a rinunciare al proprio lavoro per dedicarsi totalmente ed esclusivamente all’assistenza. Non basta insomma la buona volontà o la “comprensione”: servono anche la competenza e la professionalità di Assistenti ai disabili davvero preparati.

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